Questo tipo di impianto è particolarmente indicato per proteggere i seguenti ambienti:
· Depositi di liquidi infiammabili
· Depositi di idrocarburi
· Depositi di alcoli
· Depositi di vernici
· Stabilimenti produttivi di prodotti infiammabili
· Stoccaggio di gomma
· Etc. .
I sistemi di spegnimento a schiuma utilizzano per lo spegnimento una soluzione di acqua e agente schiumogeno espanso con aria. La schiuma galleggia sulla superficie dei prodotti infiammati formando una coltre continua, impermeabile ai vapori, separa quindi il combustibile dal comburente per azione meccanica.
Si manifesta anche un effetto di raffreddamento che riduce anche la quantita’ di vapori emessi dal combustibile.
Gli impianti sono costituiti da un sistema di controllo realizzato tramite una valvola diluvio, un dispositivo di comando automatico basato su rilevatori d’incendio o anche di tipo manuale, ed un sistema di miscelazione atto a creare la miscela acqua – liquido schiumogeno necessaria.
I sistemi di spegnimento a schiuma possono essere:
A bassa espansione
A media espansione
A alta espansione
Il rapporto di espansione indica i litri di schiuma che si ottengono da ogni litro di soluzione schiumogena:
Bassa espansione 0-20 lt
Media espansione 20-200 lt
Alta espansione 200-1000 lt
La bassa espansione e la media espansione possono essere ottenuti sia con mezzi fissi che con mezzi mobili. L’alta espansione lavorando a saturazione, utilizza solo generatori fissi di schiuma.
Normative di riferimento: NFPA 11 – 11A – 11C – 16 – EN 1568
IMPIANTI A POLVERE
I sistemi di spegnimento a polvere sono costituiti da una riserva di polvere chimica, del tutto simile a quella che viene utilizzata negli estintori d’incendio. La polvere agisce principalmente bloccando la catena di reazione della fiamma, ma all’esinzione contribuisce anche il gas che accompagna la polvere, perché riduce la concentrazione dell’ossigeno nella zona di reazione.
Le applicazioni principali sono, a livello di infiammabili e combustibili di classe B. Tipica la protezione in ambienti che trattano combustibili liquidi, specie se caldi, e dove una protezione localizzata a CO2 rappresenterebbe uno schock termico eccessivo
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