Il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) può essere esterno all’azienda o deve necessariamente essere interno?

Secondo quanto indicato nell’art.31 del D.Lgs.81/08, il datore di lavoro può organizzare il servizio di prevenzione e protezione all’interno della azienda o della unità produttiva, o incaricare persone o servizi esterni costituiti anche presso le associazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici. Tali addetti, sia interni che esterni, devono possedere le capacità e i requisiti professionali di cui all’articolo 32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell’azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 32. È invece obbligatoria la nomina interna del RSPP, nei seguenti casi

  1. nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggette all’obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto; nelle centrali termoelettriche;
  2. negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230,e successive modificazioni;
  3. nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
  4. nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
  5. nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori; 6. nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.